Dal 24 agosto 2026 ChatGPT Ads arriva anche in Italia, nell’ambito dell’espansione della piattaforma pubblicitaria di OpenAI in 31 mercati europei.
Per aziende, e-commerce e professionisti significa poter acquistare visibilità in un ambiente nel quale le persone stanno cercando informazioni, confrontando alternative o valutando una possibile scelta.
L’accesso, almeno nella prima fase, non sarà però uguale a quello di Google Ads o Meta Ads. OpenAI ha comunicato che in Europa gli inserzionisti potranno inizialmente utilizzare ChatGPT Ads attraverso il team Ads Solutions, agenzie partner e partner tecnologici. L’accesso self-service tramite Ads Manager arriverà successivamente nel corso del trimestre.
Al 24 agosto, infatti, l’Italia non compare ancora tra i Paesi nei quali Ads Manager è indicato come direttamente disponibile nella pagina ufficiale dedicata alla disponibilità della piattaforma.
Questa distinzione è utile anche per interpretare correttamente la notizia: ChatGPT Ads debutta sul mercato italiano, mentre l’accesso autonomo all’Ads Manager segue un rollout progressivo.
Dove vengono mostrati gli annunci su ChatGPT
Gli annunci vengono visualizzati al di sotto delle risposte di ChatGPT e restano separati dal contenuto generato dall’intelligenza artificiale.
OpenAI prevede che l’unità pubblicitaria possa contenere il nome dell’inserzionista, il logo, un titolo, una descrizione, un’immagine e il collegamento alla landing page. Il contenuto viene identificato come sponsorizzato.
Questo significa che un annuncio non viene inserito all’interno della risposta come se fosse una raccomandazione di ChatGPT.
La cosa importante da sapere è che pagare una campagna non permette a un’azienda di comprare una citazione o una posizione nelle risposte generate dall’AI.
OpenAI dichiara che il sistema pubblicitario è separato da quello che genera le risposte e che gli inserzionisti non possono influenzare, classificare o modificare ciò che ChatGPT risponde. La comparsa di una pubblicità, inoltre, non equivale a un’approvazione del prodotto o dell’azienda da parte di OpenAI.
Come decide ChatGPT quale pubblicità mostrare
La selezione di un annuncio tiene conto della pertinenza rispetto alla conversazione e dei risultati attesi.
Tra i segnali indicati da OpenAI ci sono:
- contesto e intento della conversazione in corso;
- landing page dell’inserzionista;
- titolo e testo della pubblicità;
- targeting scelto per la campagna;
- indicazioni contestuali fornite dall’inserzionista;
- alcuni segnali legati all’esperienza dell’utente su ChatGPT, quando la personalizzazione degli annunci è abilitata.
Qui emerge una delle differenze più interessanti rispetto al search advertising tradizionale.
Un utente potrebbe scrivere:
“Vorrei sostituire la caldaia di casa. Vivo in un appartamento di circa 100 metri quadrati, siamo quattro persone e sto valutando anche una pompa di calore, ma vorrei capire quale soluzione può ridurre maggiormente i consumi.”
Il contesto contiene già il problema da risolvere, alcune caratteristiche dell’abitazione e un criterio di scelta.
Per l’advertising significa poter lavorare su intenzioni descritte attraverso una conversazione, anziché ragionare esclusivamente sulla query digitata.
OpenAI definisce proprio ChatGPT come un ambiente nel quale gli utenti arrivano con obiettivi precisi e spiegano ciò che vogliono ottenere, cosa conta per loro e quali vincoli devono considerare.
I context hints non funzionano come le keyword di Google Ads
Gli inserzionisti possono fornire a livello di gruppo di annunci dei context hints, cioè indicazioni sulle conversazioni, sugli argomenti o sui termini nei quali il proprio prodotto o servizio potrebbe risultare pertinente.
Non sono keyword a corrispondenza esatta.
OpenAI precisa che queste indicazioni contribuiscono al matching, ma non garantiscono che l’annuncio venga pubblicato in una determinata conversazione.
Per chi progetta una campagna cambia quindi anche il lavoro iniziale.
Una scuola di formazione, per esempio, potrebbe individuare contesti relativi a riqualificazione professionale, certificazioni, ricerca di un nuovo lavoro o competenze necessarie per accedere a una determinata professione.
Un’impresa che installa impianti fotovoltaici potrebbe lavorare sulle esigenze legate a consumi domestici, efficientamento energetico, produzione autonoma di energia o ristrutturazioni.
L’obiettivo diventa comprendere in quali conversazioni nasce il bisogno commerciale e quali elementi rendono un’offerta pertinente rispetto a quel bisogno.
Chi vedrà le pubblicità su ChatGPT
La pubblicità non interesserà tutti gli utenti della piattaforma.
OpenAI indica i piani Free e Go come quelli nei quali possono comparire gli annunci.
Restano senza pubblicità gli account:
- Plus;
- Pro;
- Business;
- Enterprise;
- Edu.
Gli annunci non vengono inoltre mostrati agli account identificati come appartenenti a persone con meno di 18 anni.
Anche questo dato va considerato quando si valuta la dimensione potenziale del pubblico: gli utenti complessivi di ChatGPT e gli utenti effettivamente raggiungibili con ChatGPT Ads non coincidono.
Nelle chat temporanee non ci saranno annunci
OpenAI ha previsto un’ulteriore esclusione: nelle chat temporanee non vengono mostrati annunci pubblicitari.
È coerente con il funzionamento di questa modalità, utilizzata per conversare senza utilizzare o aggiornare la memoria dell’account.
La distinzione tra chat normali e temporanee incide quindi anche sull’inventory disponibile agli inserzionisti.
ChatGPT Ads e privacy: gli inserzionisti possono leggere le conversazioni?
No.
OpenAI afferma che le conversazioni degli utenti non vengono condivise con gli inserzionisti e i dati personali non vengono venduti agli advertiser.
Un’azienda che pubblica una campagna non può accedere alle chat, alla cronologia delle conversazioni, alle memorie dell’account o ai dati personali dell’utente. Gli inserzionisti ricevono informazioni aggregate sul rendimento delle campagne, come visualizzazioni e clic.
Questa distinzione permette di capire meglio il funzionamento del contextual advertising su ChatGPT.
Il sistema può utilizzare il contenuto della conversazione per valutare internamente quale annuncio sia pertinente senza consegnare la conversazione all’inserzionista.
Secondo OpenAI, gli advertiser non ricevono nemmeno nome, email, posizione precisa, indirizzo IP o informazioni sensibili relative, per esempio, alla salute o agli argomenti politici discussi dall’utente.
Come vengono personalizzati gli annunci
La conversazione corrente può essere utilizzata per selezionare una pubblicità pertinente.
Quando la personalizzazione degli annunci è attiva, possono entrare nel processo anche altri segnali, tra cui le interazioni precedenti con le pubblicità, le chat passate e la memoria.
L’utente può disabilitare la personalizzazione. In quel caso continuerà eventualmente a vedere pubblicità, ma la selezione si baserà maggiormente sulla conversazione in corso anziché sulla sua esperienza precedente.
OpenAI permette inoltre di cancellare i dati utilizzati per gli annunci. La documentazione specifica che questi possono richiedere fino a 30 giorni per essere eliminati dai sistemi.
La disponibilità concreta dei controlli pubblicitari può variare in base alla regione e alla fase del rollout.
Si può usare ChatGPT gratis senza pubblicità?
OpenAI ha previsto anche una possibilità per chi utilizza il piano Free e preferisce evitare gli annunci.
Nelle aree in cui l’opzione è disponibile, l’utente può scegliere una versione Ads-Free del piano gratuito, accettando però limiti di utilizzo inferiori e un accesso ridotto ad alcune funzionalità.
OpenAI cita, tra gli esempi, un numero inferiore di messaggi e l’assenza di alcuni strumenti come generazione delle immagini o deep research.
È diverso dal semplice disattivare la personalizzazione: togliere la personalizzazione modifica il criterio con cui vengono selezionate le pubblicità; scegliere Ads-Free elimina invece gli annunci accettando maggiori limitazioni.
Quanto costa fare pubblicità su ChatGPT
Non esiste un costo fisso valido per qualsiasi campagna.
ChatGPT Ads supporta differenti modalità di acquisto.
Il CPM, costo per mille impression, viene utilizzato per campagne orientate a copertura e visibilità.
Il CPC, costo per clic, consente invece di pagare per ogni clic valido prodotto dall’annuncio.
OpenAI ha successivamente introdotto anche oCPC, conversion-optimized cost per click, pensato per ottimizzare l’erogazione verso utenti con maggiori probabilità di completare uno specifico evento di conversione dopo il clic. L’inserzionista continua comunque a pagare per il clic e non direttamente per la conversione.
Per le campagne CPC, la documentazione di OpenAI consiglia attualmente di valutare come punto di partenza un’offerta massima di 3-5 dollari per clic. Non significa che ogni clic costi quella cifra e non rappresenta un benchmark del mercato italiano.
La piattaforma utilizza infatti un’asta al secondo prezzo ponderata anche sulla pertinenza dell’annuncio. Offerta e rilevanza partecipano quindi entrambe al processo che determina quali pubblicità risultano idonee alla visualizzazione.
Prima di poter parlare di CPC, CPA o ROAS medi italiani serviranno dati prodotti dalle campagne sul nostro mercato.
Cosa si può impostare in una campagna ChatGPT Ads
Ads Manager Beta consente di definire i principali elementi di una campagna pubblicitaria.
Tra questi ci sono obiettivo, budget, periodo di attività, Paesi da raggiungere e, quando previsto, pubblici personalizzati da includere o escludere. Le campagne possono essere organizzate in gruppi di annunci dedicati a differenti temi o intenzioni.
È possibile anche scegliere le piattaforme sulle quali erogare le campagne tra web, app iOS e app Android, nei mercati e nelle configurazioni in cui queste opzioni sono supportate.
La creatività dell’annuncio comprende invece titolo, testo, immagine e pagina di destinazione.
Per una campagna efficace, quindi, la landing page non è un elemento secondario: è uno dei segnali che OpenAI dichiara di utilizzare nel processo di selezione e pertinenza dell’annuncio.
ChatGPT Ads introduce anche le Custom Audiences
OpenAI ha aggiunto alla piattaforma le Custom Audiences, costruite partendo da liste proprietarie di clienti o prospect.
Possono essere utilizzati indirizzi email o numeri di telefono, anche in forma hash secondo le modalità previste dalla piattaforma.
Una Custom Audience può servire per includere determinati pubblici, escluderli dalle campagne oppure modificare l’offerta quando un utente appartiene a uno specifico segmento.
OpenAI richiede attualmente almeno 25.000 utenti abbinati perché una Custom Audience possa essere utilizzata e raccomanda audience di almeno 100.000 utenti.
Questa soglia rende lo strumento più immediatamente interessante per organizzazioni che dispongono già di database first-party sufficientemente ampi.
OpenAI Pixel e Conversions API: come si misurano i risultati
ChatGPT Ads dispone di un sistema di misurazione che permette di andare oltre impression e clic.
Ads Manager può monitorare metriche come:
- impression;
- clic;
- spesa;
- CTR;
- CPC medio;
- CPM medio;
- conversioni.
Gli inserzionisti possono inoltre utilizzare parametri UTM nelle landing page per analizzare il traffico proveniente dalle campagne con i propri strumenti analytics.
Per collegare il clic alle azioni successive OpenAI mette a disposizione OpenAI Pixel e Conversions API.
Una conversione può essere, per esempio, un acquisto, l’invio di un lead oppure una registrazione.
Quando un utente fa clic su una pubblicità, OpenAI può aggiungere alla landing page un riferimento chiamato oppref. Il Pixel può conservarlo attraverso un cookie first-party e utilizzarlo successivamente per collegare un evento di conversione al clic pubblicitario. Pixel e Conversions API possono essere utilizzati anche insieme.
Per chi lavora con campagne performance è un elemento rilevante: l’obiettivo della piattaforma non sembra limitarsi alla vendita di visibilità, ma comprende già misurazione e ottimizzazione delle azioni generate dopo il clic.
Perché le ChatGPT Ads interessano il performance marketing
La pubblicità su ChatGPT arriva in una fase specifica del comportamento dell’utente: quella in cui una persona può spiegare un’esigenza e progressivamente restringere le alternative.
Consideriamo, per esempio, chi cerca un nuovo computer.
La conversazione potrebbe partire da una richiesta generica e proseguire specificando utilizzo prevalente, software necessari, dimensione dello schermo, necessità di trasportarlo ogni giorno e budget massimo.
Un inserzionista potrebbe quindi trovarsi davanti a un’intenzione commerciale molto più definita rispetto alla query iniziale “notebook migliore”.
Il valore potenziale di ChatGPT Ads sta anche qui: il contesto si costruisce mentre l’utente conversa.
Questo non garantisce automaticamente migliori conversioni rispetto a Google o Meta. Il dato dovrà essere verificato attraverso campagne, costi di acquisizione e qualità dei risultati.
ChatGPT Ads può sostituire Google Ads?
I dati disponibili non permettono di sostenerlo e probabilmente è più utile considerare i diversi canali per il ruolo che svolgono nel percorso dell’utente.
Google Ads presidia una domanda che spesso viene espressa attraverso una ricerca esplicita.
Meta Ads permette di raggiungere pubblici durante la fruizione di contenuti e sulla base dei sistemi di targeting disponibili sulla piattaforma.
ChatGPT Ads entra in un ambiente nel quale l’utente può descrivere progressivamente il proprio problema e confrontare soluzioni.
Per un’azienda la decisione utile sarà quindi stabilire dove una determinata campagna riesce a generare contatti o vendite con un rapporto sostenibile tra investimento e risultato.
Il fatto che il canale sia nuovo non costituisce, da solo, una ragione per investire. Al contrario, rende ancora più importante lavorare con test misurabili.
ChatGPT Ads e SEO/GEO: la pubblicità non compra la presenza organica
Con l’arrivo delle Ads diventa ancora più importante distinguere paid visibility e presenza organica nei sistemi AI.
Una campagna consente a un’azienda di acquistare uno spazio pubblicitario.
Essere menzionati all’interno di una risposta di ChatGPT segue invece logiche differenti. OpenAI afferma espressamente che gli inserzionisti non possono pagare per influenzare le risposte.
Per un brand significa lavorare su due livelli.
Sul versante advertising contano campagna, offerta, pubblico, creatività, contesto, landing page e misurazione.
Sul versante organico rimangono centrali contenuti accessibili e comprensibili, informazioni verificabili sul brand, coerenza delle entità, autorevolezza delle fonti e presenza online.
Una buona strategia può far dialogare i due ambienti senza confonderli.
Le conversazioni nelle quali una campagna funziona possono, per esempio, fornire informazioni preziose sulle domande e sulle esigenze dei potenziali clienti. Quelle informazioni possono contribuire anche alla strategia editoriale e SEO, così come i dati provenienti dalla ricerca organica possono aiutare a comprendere meglio gli intenti da utilizzare nelle campagne.
Cosa dovrebbe fare oggi un’azienda italiana interessata a ChatGPT Ads
Il 24 agosto 2026 rappresenta l’inizio del rollout europeo, non il momento nel quale tutte le imprese italiane possono necessariamente creare in autonomia una campagna.
OpenAI prevede inizialmente l’accesso attraverso Ads Solutions, agenzie partner e partner tecnologici, mentre il self-service tramite Ads Manager verrà esteso successivamente.
Per un’azienda questo periodo può già servire a preparare ciò che inciderà sui risultati:
individuare le conversazioni nelle quali emerge un bisogno legato alla propria offerta, verificare le landing page, definire le conversioni da misurare e controllare che sito, contenuti e proposta commerciale rispondano con precisione alle domande dei potenziali clienti.
ChatGPT Ads aggiunge un nuovo punto di contatto all’interno del customer journey. Quanto peserà realmente nei media plan italiani dipenderà da ciò che ancora manca: i dati prodotti dalle campagne nel nostro mercato.
FAQ sulle ChatGPT Ads in Italia
Quando arrivano le ChatGPT Ads in Italia?
OpenAI ha annunciato l’espansione di ChatGPT Ads in Italia dal 24 agosto 2026, insieme ad altri 30 mercati europei. L’accesso iniziale avviene tramite Ads Solutions, agenzie partner e partner tecnologici; l’Ads Manager self-service arriverà successivamente nel corso del trimestre.
Chi vede gli annunci su ChatGPT?
Gli annunci possono essere mostrati agli utenti dei piani Free e Go. Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu sono senza pubblicità. OpenAI non mostra annunci agli account identificati come appartenenti a persone con meno di 18 anni.
Dove compaiono gli annunci?
Gli annunci possono comparire sotto le risposte di ChatGPT, chiaramente separati dal contenuto generato e identificati come sponsorizzati.
Le aziende che fanno pubblicità possono leggere le conversazioni?
No. OpenAI dichiara di non condividere le conversazioni, la cronologia delle chat o la memoria con gli inserzionisti e di non vendere loro i dati personali degli utenti.
Gli annunci influenzano ciò che ChatGPT risponde?
No. Il sistema pubblicitario è separato dal modello che genera le risposte. Gli inserzionisti non possono pagare per modificare, classificare o influenzare ciò che ChatGPT dice.
Quanto costa una ChatGPT Ads?
Non esiste una tariffa unica. ChatGPT Ads utilizza CPM, CPC e oCPC. Per le campagne CPC OpenAI indica attualmente come punto di partenza un’offerta massima di 3-5 dollari per clic, ma non si tratta del costo effettivo garantito né di un benchmark italiano.
È possibile misurare lead e vendite?
Sì. OpenAI mette a disposizione OpenAI Pixel e Conversions API per collegare i clic pubblicitari ad azioni successive come acquisti, lead e registrazioni.
ChatGPT Ads Manager è già disponibile in Italia?
ChatGPT Ads si espande in Italia dal 24 agosto 2026, ma l’accesso self-service ad Ads Manager segue una tempistica diversa. OpenAI ha annunciato che arriverà nel corso del trimestre; al 24 agosto la pagina ufficiale di disponibilità non elenca ancora l’Italia tra i Paesi con Ads Manager self-service attivo.
